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Italo Calvino

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La figura di Italo Calvino rappresenta uno dei pilastri fondamentali della letteratura italiana del Novecento. L’autore nasce a Santiago de Las Vegas, a Cuba, nel 1923, ma cresce a San Remo, in Liguria, un ambiente naturale che segnerà profondamente la sua sensibilità ecologica e paesaggistica. Successivamente, Calvino intraprende gli studi universitari in agraria, che però rimangono incompiuti. Sceglie infatti di trasferirsi e iscriversi alla facoltà di Lettere a Torino. Proprio in questo vivace contesto culturale torinese, egli incontra figure intellettuali di spicco come Cesare Pavese ed Elio Vittorini, i quali riconoscono immediatamente il suo straordinario talento per la scrittura e lo avviano alla carriera editoriale.

La Resistenza partigiana e l’esordio neorealista

Durante la seconda guerra mondiale, tra il 1943 e il 1945, Calvino partecipa attivamente alla Resistenza partigiana. Questa esperienza sul campo si rivela una tappa fondamentale per la sua maturazione personale e artistica, tanto da ispirare il suo celebre primo romanzo d’esordio, intitolato Il sentiero dei nidi di ragno. Di conseguenza, l’autore si colloca inizialmente all’interno della corrente del neorealismo degli anni Quaranta e Cinquanta, sebbene il suo sguardo mantenga sempre una peculiare nota di leggerezza. Inoltre, nello stesso periodo, egli manifesta un forte impegno politico iscrivendosi al PCI nel 1945, e inizia una duratura collaborazione con la prestigiosa casa editrice Einaudi. Tuttavia, in seguito ai tragici fatti d’Ungheria del 1956, decide di abbandonare definitivamente il partito comunista.

Il periodo parigino e l’evoluzione letteraria

Nel corso della sua straordinaria carriera, lo scrittore attraversa una costante evoluzione artistica divisa in tre fasi principali. Dopo la fase neorealista dei primi anni, Calvino inaugura negli anni Cinquanta e Sessanta la celebre fase fantastico-fiabesca, caratterizzata da opere allegoriche e ironiche che indagano la condizione umana. Successivamente, nel 1967, lo scrittore si trasferisce a Parigi, dove vive un periodo di forte stimolo intellettuale. Nella capitale francese, Calvino frequenta assiduamente il gruppo d’avanguardia OuLiPo e subisce l’influenza diretta dello strutturalismo francese. Questa esperienza parigina favorisce decisamente il passaggio alla sua terza e ultima fase, quella sperimentale e combinatoria degli anni Sessanta e Ottanta, in cui l’autore esplora le potenzialità del linguaggio, del gioco geometrico e della struttura narrativa stessa. Infine, l’intensa parabola esistenziale e letteraria di questo grandissimo autore si conclude a Siena, dove muore nel 1985.

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Tags: Italo Calvino, neorealismo, Resistenza partigiana, OuLiPo, strutturalismo francese, Cesare Pavese, Elio Vittorini, Einaudi

*Riassunto iniziale realizzato con l’ausilio dell’IA